APPENDICE

CULTO MARIANO

Ho voluto scrivere questa appendice per fare, insieme ai fratelli cristiani e principalmente per loro, una valutazione sul culto mariano. Avevo già chiuso la revisione finale del Libro della Vita e lo stavo passando alla rete, quando mi è capitato di vedere una trasmissione televisiva su Medjugorje, che mi ha fatto molto riflettere e decidere di aggiungere un capitolo al Libro, dedicato alla Mamma di Gesù.

Intanto la sua figura: si tratta di una donna semplice, figlia del suo tempo: umile, tenace e devota. Una donna anche intelligente, perché non è stato certo cosi’ facile come lo narrano i vangeli, per lei, accettare ciò che le veniva proposto, vale a dire mettere al mondo Gesù e, cosa ben più importante, occuparsi in modo esaustivo della sua formazione. Deve essere stata anche una donna necessariamente severa, perché la strada della virtù si apprende meglio se la mamma è sì piena di amore, ma severa quando e quanto serve! Doveva essere una donna speciale per educare l’uomo speciale che era Gesù. Io ci ho parlato una sola volta, e mi è apparsa una donna molto riservata, come si conveniva allora, ma anche molto decisa e irremovibile nella fede!

Non entro qui nel merito del fatto che sia stata messa incinta con o senza la collaborazione fattiva di suo marito. Direi che la cosa è del tutto ininfluente sul piano del risultato, e in ogni caso di scarsa rilevanza. Che Dio si sia compiaciuto di volerla incinta senza rapporto sessuale, o che sia rimasta incinta grazie al proprio compagno, questo non sposta di una virgola il significato della Spiritualità di Gesù, la cui peculiarità non deriva certo dalla tecnica con la quale egli è stato concepito! L’Essenza di Gesù, come tutte le essenze, appartiene a Dio, è un “pezzo di Dio” come lo sono tutte quelle di tutti gli uomini e donne di questo mondo. Dio ha voluto assegnargli il mandato che tutti conosciamo, inculcando nella sua Essenza la Sua conoscenza e il Suo potere, come strumenti indispensabili e necessari per la sua missione; per contro, si trattava di una Essenza pura, mai incarnatasi prima, per assicurare maggior fedeltà al Padre. Ma non è di Gesù che intendo parlare in questo capitolo.

Tornando a Maria, é penoso consttare cosa la Chiesa ne ha abbia fatto: una icona sostitutiva di Dio, sulla quale deviare preghiere e affetti spirituali che solo a Dio sarebbero dovuti! Le cosiddette apparizioni (Lourdes, Fatima, Medjugorje, Banneaux, Amsterdam, Akita, per citarne solo alcune) e le conseguenti fiorenti imprese commerciali ad esse collegate, sono templi reali e virtuali dove di tutto si prega, tranne Dio. Piaghe aperte che continuano a suppurare, stornando da Dio l’attenzione di milioni e milioni di esseri umani, proprio coloro che di Dio avrebbero maggiormente bisogno: i più disarmati psichicamente, i più fragili e provati da una vita che non sono stati capaci di gestire, i più malati, feriti nel corpo e nello spirito. Costoro si rivolgono a Maria come “ultima ratio” affinché risolva situazioni che non sono stati capaci o che non sono in grado, per limiti oggettivi, di risolvere, o li guarisca da malattie spesso di origine più karmica che fisiologica. Poche sono le eccezioni, talvolta premiate da Dio con effettivi miracoli, con l’intendimento di ricordare a tutti che “nonostante Maria, Dio esiste ancora”! Che dire poi delle banalità che i veggenti di turno riferiscono aver udito “in tranche”: per lo più ovvie e generiche considerazioni di fede, o geopolitiche, del momento.

Ma quanto piace, alle genti, l’esaltazione collettiva che in questi luoghi si produce, potendo finalmente scaricare sulle spalle di Maria la tensione che li attanaglia, confidando nel “miracolo”. Tutti chiedono, pretendono, implorando, senza rendersi conto della stupidità spirituale di queste loro richieste. Come se Dio non sapesse o non conoscesse la situazione di ciascuno, e non sapesse, Egli per primo, cosa necessita a Tizio o a Caio! Quasi che non ci fosse una ben precisa ragione, karmica (antica o recente) per cui a ciascuno è toccata la croce che implorano Maria di levar loro dalle spalle! Quasi come se questa croce fosse stata messa sulle loro spalle per peccati commessi da altri… Quasi come se questa croce fosse colpa di Dio! Qualcuno si spinge un po’ più in là, proponendo un a Maria un affare: “se mi fai la grazia, salirò a piedi la tal scalinata o farò la tal cosa”, stabilendo egli stesso la giusta mercede a compenso del favore richiesto!

Alcune considerazioni ancora sulla sequenza di suoni, sovente borbottati meccanicamente, ripetitivi, pretese preghiere, di chi recita il Rosario.  In altra parte di questo libro ho parlato della preghiera: quanto detto vale anche, se non soprattutto, per il Rosario. Sono sicuro che, se potessimo sommare l’energia d’Amore generata da tutti i Rosari biascicati in una data unità di tempo, questa non sarebbe neppure in grado di illuminare una lampadina. Pregare é offensivo per Dio, anche se esercita una indubbia funzione taumaturgica ed esorcizzante per chi prega.

Che dire infine della solenne stupidità, pronunciata nientemeno che da un Papa, giunta a stabilire che, alla sua morte, Maria fu “Assunta in cielo anima e corpo”, obbligando milioni di cristiani ad accettare giocoforza questa stravagante facezia, se vogliono restare in armonia con la Chiesa?

In conclusione, se di Maria non si fosse saputo nulla, sarebbe stato meglio per tutti. Ne avremmo guadagnato in qualità e genuinità di fede! Sono certo che Maria, da gemma d’Amore qual è, applaudirà l’idea di scrivere queste note finali, nella speranza che concorrano a far cessare la strumentalizzazione, suo malgrado, che di Lei è stata fatta, la cui origine, certamente, divina non è.