7 – Evoluzione

termine “evoluzione” rientra, per fortuna molto spesso, nell‘uso corrente della nostra lingua. Questo renderà meno difficile il trattarne qui diffusamente, anche in senso spirituale. Per poter meglio valutare l’intera portata di questo concetto, e per poter consolidare appieno l’assimilazione di questo fondamentale meccanismo di affinazione spirituale, tenterò un’analisi comparativa.

Avrete sicuramente constatato come persone dello stesso livello sociale tendano a frequentarsi tra di loro. Se ci mettessimo a cercare delle giustificazioni sociologiche o psicologiche a questo fenomeno, ne troveremmo tante da colmarne una intera libreria. Ma al di là di quanto i tecnici delle mente e del comportamento umano possano sostenere, questo fenomeno deve essere analizzato e compreso principalmente alla luce dello spirito, metro universale di misurazione di qualsiasi comportamento umano, a qualsiasi livello. Ed analizzandolo sotto il profilo spirituale, osserveremo come le naturali associazioni, affini per ceto, condizione e cultura sociale degli esseri umani siano ispirate principalmente dalla naturale necessità di crearsi un habitat sociale il più omogeneo possibile, sotto il profilo delle problematiche, prima ancora che delle situazioni. Tutti costoro verranno a trovarsi (con o senza consapevole consenso) a vivere problematiche esistenziali similari e per questo in un qualche senso “a loro famigliari”. Sono quindi le problematiche comuni a determinare l’omogeneità degli standard sociali e non, come comunemente si crede, il contrario.

Credo sia opportuno entrare ora maggiormente in profondità, per meglio constatare la veridicità di questa affermazione; in particolare entrerò nel merito della possibile manipolazione degli eventi ad opera dell’uomo. Ho già parlato diffusamente di questo aspetto della nostra vita nel capitolo che riguarda il caso; qui ne tratterò solo marginalmente, per qual tanto che servirà a capire le riflessioni che l‘evoluzione personale ha su di esso. Ogni essere umano, nel momento in cui rileva dalla natura la capacità autonoma di intendere e di volere ed inizia a servirsene (più o meno al momento dell’acquisizione della coscienza di sé e della capacità di farne uso) dà inizio al suo personale rapporto con gli eventi che lo coinvolgono, di qualsiasi livello o portata essi siano. Egli, partendo da una dotazione karmica di “positività” (quella cioè che gli spetta in rapporto all’evoluzione raggiunta durante la sua ultima esistenza terrena), inizia con quella a gestire o a subire gli eventi che lo riguardano da vicino, adottando atteggiamenti complessivi più o meno dimessi in diretta relazione con gli stessi. In altre parole, ogni essere umano tende a dominare gli eventi che lo coinvolgono (forza) o ad esserne dominato (debolezza) sulla base della sua personale capacità di interagire con gli stessi, che gli deriva appunto dal suo coefficiente evolutivo pre-natale. Questo coefficiente evolutivo pre-natale verrà poi giustificato “scientificamente” con tutto quello che sappiamo essere la letteratura socio-psico-analitica mia contemporanea. Un uomo debole ed un uomo forte, entrambi appartenenti alla stessa omogenea fascia sociale, inizieranno ad interagire con l’ambiente esterno in modo così diverso l‘uno dall’altro da differenziarsi ben presto tra di loro in modo completo ed inequivocabile. All’inizio della propria esistenza, ciascun essere umano “parte” per la strada della propria vita con un “portafoglio” più o meno gonfio di capacità “karmica” di interazione con gli eventi. La prima cosa che egli farà (e, su questo, più o meno tutti gli esseri umani si comportano allo stesso modo) sarà di tendere ad associarsi con altri suoi simili di analogo “peso” karmico, predisponendosi ad assumere, al interno della propria fascia, un ruolo il più integrato e meno conflittuale possibile.

Una volta “scavatosi la tana” con le caratteristiche desiderate, il nostro soggetto inizia la sua vita, partendo dal livello evolutivo che gli spetta per nascita, ovviamente non sul piano sociale ma su quello karmico Egli inizierà così a catalogare le problematiche esistenziali in cui viene via via coinvolto in ogni singola giornata come “facili”, “difficili” od “impossibili”, adottando nei loro confronti atteggiamenti e comportamenti conseguenti. Verso quelle facili adotterà un atteggiamento di naturale saccenza; verso quelle difficili adotterà un atteggiamento di titubante e sofferto travaglio decisionale, e tenterà di coinvolgere, quanto meno emotivamente, il maggior numero possibile di suoi simili; verso quelle impossibili egli adotterà un atteggiamento di assoluta e rispettosa non ingerenza, evitando accuratamente situazioni e decisioni che Io possano forzare ad assumere una precisa posizione in merito, o che possano metterlo,  anche solo temporaneamente, a contatto con essa.

Se voi esaminaste con attenzione, uno per uno, coloro tra i vostri amici che meglio conoscete, osserverete come essi appaiano fortemente ancorati allo stadio evolutivo all’interno del quale hanno scelto di vivere. Noterete anche come, all’interno dello stesso, essi si muovano con assoluta padronanza e sicurezza, senza però mai osare sconfinare, nella grande maggioranza dei casi, né verso il basso ne verso l‘alto. Osserverete poi come essi tendano, nei confronti delle problematiche delle fasce evolutive più basse delle loro, ad assumere un atteggiamento di distaccata sufficienza, quando non di baldanzosa tracotanza. Nei confronti di quelle più elevate, essi assumeranno invece un atteggiamento di ostentala indifferenza ignorandole volutamente, come se queste problematiche appartenessero ad un mondo alieno, accettabile al massimo nelle fiction cinematografiche. Solo di fronte allo schermo, con la fantasia, essi potranno finalmente permettersi di accarezzare il sottile piacere di vivere e gestire livelli “sociali” altrimenti per loro impensabili.

Abbiamo visto come l’ambiente in cui gli esseri umani vivono sia stratificato in fasce omogenee per livello sociale, problematiche, disponibilità di risorse, uniformità di soluzioni e come essi ben raramente sconfinino verso l’alto o verso il basso, in fasce evolutive diverse dalla propria. Questi “livellamenti” karmici sono stadi evolutivi in cui ogni essere umano si colloca alla nascita, e dal quale egli parte per la propria più o meno lunga avventura terrena. Purtroppo, la maggior parie degli uomini (almeno al tempo in cui scrivo) accetta supinamente la propria scelta originaria, adattandosi a vivere entro i confini prescelti all‘atto della nascita. Essi sviluppano una naturale capacità di sofferenza e di adattamento alle privazioni, omogenea e commisurata al proprio livello evolutivo, limitandosi, ad assecondare supinamente, senza reazioni di sorta, la propria originaria volontà prenatale. Altri, per fortuna, una volta presa coscienza delle regole, delle difficoltà e delle potenzialità dell’esistenza in forma umana che li attendono, si ribellano a questa etichettatura pre-natale, decidendo di accelerare la propria evoluzione, sconfessandone i confini originari, da essi stessi tracciati, per sostituirli con quelli di nuove e più qualificanti frontiere. Quantizzare esattamente il numero delle fasce evolutive in cui si stratifica l’umanità, non è di alcun vantaggio per comprendere questo aspetto fondamentale della vita di ciascuno di noi, né del resto io lo saprei fare. Non è bene che l’uomo conosca questo parametro sebbene esso, nella realtà, esista concretamente, per evitare di porre la propria evoluzione su di un piano di competitività verso gli altri anziché verso sé stessi. È invece estremamente importante che ciascuno localizzi con la maggior precisione possibile i propri confini evolutivi, per poter identificare chiaramente il punto di partenza della progressione individuale che gli resta da compiere. In altri termini, è bene che ciascuno scopra, prima possibile, i propri limiti umani, per poter iniziare a superarli.

Prima di proseguire nello studio di come accelerare la nostra evoluzione, desidero sfrondare subito il campo dal rischio di un brutto possibile malinteso. Quando parlo di evoluzione mi riferisco a quella dello spirito e non certamente a quella della materialità corporate terrena. Anche se ho sostenuto, in precedenza, che ad ogni livello karmico normalmente corrisponde uno specifico livello sociale, di cui la ricchezza e la povertà ne sono un importante ingrediente, la scelta di evolversi non deve mai riguardare prioritariamente né direttamente, la cosiddetta scalata sociale.

A Dio non interessano particolarmente le persone in carriera né coloro che si dedicano anima e corpo al raggiungimento del potere, economico o politico che esso sia, né a Dio interessa minimamente il livello sociale raggiunto da ciascuno dei suoi figli mentre era in corso il loro “match” esistenziale terreno! Costoro: o hanno mal interpretato il loro istinto di affrancamento, o sono in cattiva fede. Essi, pur avendo ben compreso ciò a cui il loro spirito anela, hanno scelto di gratificare il corpo e la propria psiche (intendo con il termine psiche la consistenza umana della personalità) cercandone, nel potere e nella ricchezza terreni, un surrogato immediato. Io non desidero che venga confusa l’evoluzione dello spirito con la gratificazione della personalità. A questo riguardo è molto istruttivo sapere come quasi tutti gli uomini che hanno raggiunto un elevato grado sociale vadano poi ad occupare, dopo la morte, posizioni evolutive assai più modeste.

Naturalmente Dio non vuole che spiriti evoluti vivano nel dolore o nella ristrettezza terrene, se queste non sono più necessarie ai loro affrancamento karmico. Non appena quest‘ultimo viene estinto, eventi e contingenze congiunturali favorevoli prenderanno a scorrere copiosi, a beneficio di costoro, sempre nei limiti della giustezza, che significa anche, in questo caso, moderazione. Naturalmente è giusto e legittimo ricercare per sé stessi un equilibrio fisico che possa rispondere ad onesti criteri di dignità e di coerente soddisfacimento dei propri bisogni primari. Se un miglioramento sociale si ottiene, esso dovrà essere conseguente e secondario rispetto a quello spirituale. Senza eccezioni di alcun genere. In altre parole, chi si innalza evolutivamente, di norma estingue un quantitativo di debito karmico proporzionale alla propria ascesa. Tanto meno residuo karmico costui si ritrova in “portafoglio”, tanto più favorevolmente e positivamente gli fluiranno addosso gli eventi delia vita, tra i quali si configura anche l’ascesa sociale Naturale che, tra questi, si verifichi anche un consolidamento ed un miglioramento della propria condizione sociale. Sta poi al proprio libero arbitrio, alla propria sensibilità ed ai propri talenti trarre, da questa congiuntura favorevole, un giusto beneficio o, addirittura, compartirlo con chi si trova in ben maggiori difficoltà. Come sappiamo, se è legittimo vivere in una situazione di ristrettezza sociale di origine karmica, altrettanto legittimo è il cercare di tutto per affrancarsene, anche accettando l’aiuto del prossimo (o aiutandolo), quando e se necessario.

In questo sta la rivelazione dirompente di questo messaggio: non solo è possibile, ma è doveroso evolversi, salendo sempre più in alto senza mai porsi limiti né confini, in quanto Dio, che si trova in cima a questa piramide, che cresce in continuazione, come spinta verso l’alto dall’accresciuta evoluzione della sua base, non ha né limiti né confini. Satana, che al contrario si trova in fondo alla stessa, possiede invece una linea di demarcazione molto chiara, ed al povero essere umano cui tocchi in sorte (sempre volontaria) di oltrepassarla, non sarà più permesso risalire verso Dio, neppure nelle sue ancora possibili esistenze future. In questo sta la drammatica pericolosità di quanto sto narrandovi; affronteremo e chiariremo questo aspetto successivamente.

Prima di continuare, permettetemi di fare una precisazione che avrei già dovuto fare in precedenza: quando utilizzo il termine “strato sociale” non intendo alludere al significato: “sociale” che gli uomini hanno assegnato a questo termine, e meno che mai a quello politico. Nel contesto di questo Libro, ho sempre preso a prestito il meno possibile concetti e terminologie religiose o politiche. Io vi narro la verità e non mi interessa molto conoscere quanta parte di essa gli uomini hanno saputo comprendere o descrivere prima di me. Trovo però inutile coniare in continuazione nuovi termini per definire situazioni che invece hanno già un termine univoco e preciso nel dizionario della lingua di cui mi sto servendo; per questo ho deciso di fame uso.

Abbiamo stabilito che ciascun essere umano, in funzione del proprio livello evolutivo di partenza ed in funzione del coefficiente karmico con il quale viene al mondo, si colloca all’interno di un determinato “livello” sociale esistenziale, e dallo stesso inizia la propria esperienza terrena. A questo punto ci occorre comprendere un’altra verità fondamentale: è vero che il livello sociale di partenza è quello prescelto dall‘ Essenza stessa prima di nascere (vedere il capitolo sui Karma) ma è pur vero che la vita stessa è una realtà attiva e creativa, non certo passiva, vivendo costruttivamente la quale possono essere operate infinite correzioni, in rialzo od in ribasso, relativamente allo standard sociale prescelto. Dio non ama né concepisce la passività, sinonimo di staticità e di mancanza di creatività, antitetica all’energia Divina che, al contrario, si nutre di positiva creatività.

In altri termini non bisogna vedere la Terra e la nostra vita sulla stessa alla stregua di un purgatorio passivo, dove si giunge per scontare condanne emesse a fronte di reati commessi nelle nostre precedenti esistenze, dove si scontano passivamente le pene che la vita ha in serbo per noi come se a questa fatale ed ineluttabile realtà non fosse possibile affiancare una onesta e creativa gestione degli eventi. Occorre invece comprendere come la nostra vita debba essere vissuta alla stregua di un purgatorio attivo, dove il libero arbitrio può e deve prendere autonomamente in mano la propria evoluzione.

Questa evoluzione va “spinta” verso l‘alto recuperando in tal modo, senza alcun limite, tante più posizioni evolutive quanto più forte è la determinazione e l’intensità della spinta che riusciamo volontariamente ad imprimere alla nostra esistenza. Per conseguenza, indipendentemente dal nostro quoziente karmico di partenza, possiamo evolverci senza alcuna restrizione durante l’intera nostra esistenza terrena, giungendo sino al punto di saldare a Dio l’intero debito karmico contratto con Lui nelle nostre esistenze passate. Potremo evolverci sino a ricongiungere la nostra Essenza con la Sua alla fine di una vita spesa a creare ed a trasmettere Amore, finalmente coerenti con il senso stesso della nostra originaria creazione. Questa fondamentale certezza è, in realtà, il messaggio più profondo contenuto in questo capitolo. Non solo il proprio livello evolutivo deve essere inteso come dinamico e non statico, come quasi tutti erroneamente pensano, ma soprattutto, lavorando sodo, si può giungere a saldare il nostro debito anche tutto in una volta.

 

 

RAPPORTO EVOLUZIONE-KARMA

Ho più volte ribadito, nei paragrafi precedenti, come l’evoluzione sia una realtà dinamica e come sia per questo possibile, volendolo intensamente, risalire la china ben oltre le nostre originarie previsioni. Ho anche sostenuto come sia altrettanto possibile giungere a saldare il proprio debito karmico interamente ed integralmente nel corso di una sola esistenza, transitando così, necessariamente, attraverso la perfezione di vita. Non vorrei che questi due concetti (evoluzione e karma) venissero confusi l’uno con l‘altro. Essi vanno relativamente di pari passo, ma obbediscono a dinamiche ben diverse. In particolare, l’evoluzione è sempre il frutto dell’espressione incondizionata di un atto volontario: “Io voglio evolvere!”

Il pareggio del debito karmico nel corso della stessa esistenza in cui si è espressa la volontà di evolversi, invece, è sempre e soltanto una conseguenza dell’atto volontario evolutivo, a questa direttamente subordinata e proporzionale.

In altri termini non è e non deve mai essere l‘uomo, di propria volontà ed iniziativa, a doversi procurare sofferenze fisiche o problematiche esistenziali al fine di poter “pagare anticipatamente” i propri debiti, ma è Dio, soltanto ed esclusivamente Dio, che stabilisce, conseguentemente alla scelta evolutiva effettuata dalla persona in questione, la quota proporzionale di karma da pagare per ristabilire un equilibrio karma/evoluzione aggiornato ai nuovi traguardi che si desidera raggiungere. Tanto più ci si evolverà, tanto più l’Altissimo ci consentirà di pareggiare velocemente i nostri debiti, anche se questo significherà anticipare in questa vita sofferenze ed espiazioni originariamente previste in esistenze successive. Se così non fosse, se fosse l’uomo a poter decidere come, quando e quanto pagare, avrebbero ragione le confessioni religiose che predicano e professano il martirio e la macerazione del corpo e dello spirito, in espiazione dei propri peccati le quali, nel delirio di onnipotenza che le contraddistingue, si sostituiscono a Dio nel giudizio. Fortunatamente così non è, e chi provoca a sé stesso ingiustificata sofferenza, non solo non concorre a ridurre il proprio fardello karmico, ma ne genera di nuovo, peggiorando in tal modo sensibilmente la propria posizione. In altri termini, più ci si evolve e più Dio entra in noi. Per far posto a Dio è però necessario rimuovere da noi stessi spazzatura e pattume in proporzione alla “quantità” (che Dio mi perdoni… ma non so come altrimenti dire) di Dio che vogliamo accogliere esprimendo il desiderio di evoluzione. Tanto più Dio vorremo in noi, tanto più pattume occorrerà levare da noi… sino a purificarci del tutto. Dio potrà allora possederci interiormente e noi potremo interiormente esprimerci in funzione a ciò che Dio ci chiederà, senza più riserve né impedimenti di sorta.

Vorrei essere certo che sono stato fin qui ben compreso: leggete e rileggete, e rileggete ancora queste poche pagine sino a farle entrare, concetto dopo concetto, nel più profondo del nostro animo. Se si nutrono dei dubbi, non bisogna procedere oltre, ma rileggere il capitolo dall’inizio. Vedrete che essi finiranno presto per chiarirsi. Dio vi aiuterà. Mi rendo conto che il linguaggio utilizzato può essere apparso difficile per qualcuno. Mi dispiace e mi scuso di questo. Sono certo che anche voi comprenderete la mia difficoltà nell‘aver dovuto esprimere e chiarire tanti concetti, talvolta molto complessi, spesso per la prima volta.

 

CONOSCENZA

Ho parlato con molte persone di problemi evolutivi. Non che io abbia mai dedicato molto tempo al proselitismo individuale. Questa non è mai stata la mia intenzione, perché questo non è il mio incarico in seno all’umanità mia contemporanea. Ciononostante ho mai negato ad alcuno il diritto di chiedermi delle spiegazioni o dei chiarimenti sulla spiritualità dell’uomo, in tutte le sue possibili ramificazioni, sino a giungere, oggi, alla decisione, autorizzata da Dio, di pubblicare questo libero sulla rete. I tempi sono ora maturi per la Verità. Una delle domande che mi sono state rivolte con maggiore insistenza riguardava la fonte della conoscenza, in particolar modo il dove ed il come apprendere le informazioni necessarie, di volta in volta, per superare ogni singola tappa del cammino dello spirito e del corpo che lo ospita. Questa è una delle ragioni che mi hanno indotto a scrivere questo Libro.  Ma ogni persona necessita di risposte individuali, complete e dettagliate. Questa esigenza si farà tanto più sentire quanto entreremo insieme nel terreno evolutivo che ci riguarda.

La risposta alla domanda è: ogni tappa percorsa lungo il sentiero dell’evoluzione comporta l’acquisizione “trasfusa” e “integrale” del “pacchetto” di risorse che tale tappa contraddistingue. Queste acquisizioni cognitive legate all’evoluzione sono:

  • L’acquisizione della proprietà e della padronanza delle problematiche inerenti alle tappe evolutive precedenti;
  • L’intuizione della tappa successive da raggiungere, e la conseguente messa a fuoco degli elementi che la caratterizzano (difficoltà e facilitazioni);
  • Una conoscenza trasfusa proporzionale al livello evolutivo raggiunto.

Con il termine “conoscenza trasfusa” intendo dire che ogni livello evolutivo raggiunto comporta anche l’apprendimento delle conoscenze generali che questo livello caratterizzano. È come se Dio valutasse il progresso fatto, e premiasse tale sforzo, trasfondendo direttamente nella mente della persona che tale evoluzione ha maturato, le conoscenze che il livello evolutivo appena acquisito necessitano per poter essere pienamente vissuto. L’uomo di solito non si rende conto di questi interventi divini sino a quando non raggiunge uno sviluppo evolutivo piuttosto avanzato. All’inizio essi gli appaiono come proprie intuizioni, deduzioni, idee folgoranti ed improvvise, associazioni mentali… ma in realtà si tratta di precisi riconoscimenti della verità, ad opera del cervello, necessari se non indispensabili, per poter proseguire il proprio cammino. Purtroppo non sempre l’uomo accetta questi suggerimenti, ed in taluni casi particolarmente disgraziati, egli li rifiuta del tutto, come se si trattasse di idee balzane affiorate non si sa bene per quale motivo alla mente, che vanno di conseguenza subito disperse preferendo, alla decisionalità spontanea, una attenta ed approfondita analisi razionale, con una valutazione di ciò che maggiormente gli convenga fare, nell’ambito di una determinata circostanza. II risultato di questo atteggiamento è di rendere vano lo sforzo evolutivo appena compiuto, oltre che a precludersi di fatto la capacità di progredire ulteriormente. Infatti, le scelte ben ponderate e meditate, basate su di una valutazione psichica e razionale della realtà il più delle volte, a medio termine, si rivedano non ottimali, se non disastrose, per la persona che le ha effettuate. È importante essere ben consapevoli di questo meccanismo divino, ed imparare a dare sempre maggior ascolto ed a fare sempre maggior affidamento sulle nostre intuizioni, a partire dal momento in cui decidiamo di avviarci lungo la strada che conduce alla nostra liberazione, sino a giungere ad un punto preciso in cui ci fideremo ciecamente di queste sensazioni. Esse ci guideranno in ogni frangente della nostra vita personale, professionale, affettiva e spirituale. Sarà meraviglioso scoprire come le nostre intuizioni ci condurranno esattamente là dove le rispettive analoghe intuizioni avranno condotto anche altri fratelli, ancorché a noi del tutto sconosciuti, addentratisi come noi lungo la stessa strada, pur provenendo da percorsi culturali e sociali assai diversi. Ci sarà armonia di decisioni, di opinioni e di vedute. Se interpellati relativamente allo stesso quesito, soggetti diversi per età, esperienza di vita e cultura tenderanno a dare la stessa risposta: quella che darebbe Dio, se venisse direttamente interpellato sullo stesso quesito. Questa voce della propria evoluzione si chiama istinto. Ne parleremo molto più diffusamente e dettagliatamente nel capitolo che Io riguarda.


MISURAZIONE

Dopo aver compreso quanto sopra, occorre iniziare a mettere bene a fuoco il nostro livello evolutivo. Voglio suggerire, a mo‘ di esempio, un metodo per ottenere questo risultato, perché possiate meglio comprendere in pratica il meccanismo testé descritto.

Intendiamoci bene: questo libro non è un manuale operativo, ma uno strumento di riferimento e di chiarimento. Ciò che di tanto in tanto appare come un suggerimento pratico, va sempre inteso come un esempio, e non come una normativa da eseguire alla lettera. Non mi è infatti possibile suggerire un metodo operativo generale valido per ciascun essere umano: ogni evoluzione percorre un proprio cammino e si avvale di propri strumenti, e non esistono due sole strade uguali tra tutti gli esseri umani della Terra! Iniziate ad esaminare, nell’ordine:

1). II vostro corpo

2). La vostra famiglia

3). Il vostro lavoro

4). Il vostro tempo libero

Prendete carta e penna e scrivere questi quattro titoli su altrettanti fogli di carta, un titolo per ciascun foglio. Poi, su ciascuno di essi, elencate in successione verticale, nel modo più succinto che vi sarà possibile, le caratteristiche salienti di ciascun titolo (corpo, famiglia, lavoro, tempo libero) relativamente alla vostra persona. Farete ciò alla sinistra della pagina.

Al termine di questo esercizio, quando sarete certi di aver ben “radiografato” ciascuno dei quattro aspetti, scrivete alla destra del foglio quello che, secondo voi, potrebbe essere un traguardo raggiungibile se vi metteste realmente d’impegno. Una lista di obbiettivi, quindi, per ciascuno dei titoli suelencati. Ad esempio, una persona obesa avrà sicuramente elencato, sulla sinistra della lista che riguarda il proprio corpo, la parola obesità, e sulla destra la parola dimagrire.

Oppure una persona debole, perdente, avrà probabilmente scritto sulla sinistra del foglio relativo al proprio lavoro la parola umiliazione, ed alla destra la parola: rispetto.

 

 

PROGRESSIONE

Una volta compilati i due elenchi per ciascuno dei quattro titoli che vi ho suggerito, scegliete un argomento per ciascun titolo, ed impegnatevi allo stremo delle vostre forze per raggiungerlo. Dopo qualche tempo (ad esempio, dopo tre mesi) di costante impegno in ciascuna delle quattro direzioni che vi ho suggerito, sicuramente avrete raggiunto dei risultati, o su tutti e quattro i fronti o su qualcuno di essi o su uno soltanto. Se vi sarete impegnati seriamente, nessuno di voi potrà dire di non aver conseguito alcun risultato; mentre potrebbe succedere che scopriate di non avere grinta od energia sufficienti per combattere simultaneamente su tutti i fronti. In tal caso, vi potrà essere di aiuto ridurli a due od uno soltanto, generando una sorta di priorità da seguire, mettendo al primo posto l’obbiettivo che vi parrà più facilmente raggiungibile.

A questo punto cercate di esaminare globalmente la vostra vita alla luce dei miglioramenti raggiunti. Noterete una “strana” concatenazione: il miglioramento raggiunto si è portato dietro, quasi per caduta, una serie di miglioramenti quasi automatici anche in altri settori, sui quali non si è specificatamente “lavorato”. Come se, riparando “un danno, automaticamente altri fossero stati “riparati”, a vostra insaputa, salvo poi goderne i benefici. Ad esempio, se l’obeso è riuscito a dimagrire, anche di poco, noterà come egli abbia acquisito una sicurezza esistenziale ed una forza maggiori, date appunto dalla consapevolezza di essere riuscito in una cosa difficile che sino a poco tempo prima riteneva impossibile. Tale forza si è, ad esempio, ripercossa sul suo lavoro ed il suo capo ufficio, che ha avvertito tale “cambiamento”, ha per esempio deciso di affidargli una maggiore responsabilità, scegliendo lui anziché altri per un incarico di particolare importanza. Questo esempio credo renda bene l‘idea di ciò che intendo farvi comprendere. Nel lasso di tempo in cui si è sviluppato l’intervento sul proprio corpo, il soggetto dell’esempio in questione si è evoluto, salendo uno scalino della propria scala evolutiva personale.

Per farvi un altro esempio, pensiamo ad un altissimo grattacielo. Supponete, al momento di iniziare la vostra evoluzione, di essere al secondo piano. Dopo aver deciso di intraprendere il vostro cammino evolutivo, siete saliti al terzo piano. Affacciandovi alla finestra osserverete Io stesso panorama di quando eravate al secondo piano, vedendo le stesse cose, ma da una prospettiva leggermente diversa, un poco più… profonda.

Vedrete, ad esempio, ciò che c’è dietro i tetti di quella casetta, che non potevate scorgere quando eravate al piano di sotto. II vostro orizzonte si allargherà e voi sarete intimamente fieri e felici del risultato raggiunto! Sempre la stessa realtà, dunque, ma da un’ottica diversa, più complete, e così via sino a raggiungere il tetto del palazzo, sino a sfiorare Dio.

 

PERFEZIONAMENTO

Attenzione però alla regola seguente, cui occorre attenersi scrupolosamente: tutte le volte che vi accorgete di aver raggiunto un obbiettivo evolutivo, è il momento di fissarne un secondo, più complesso, senza perdere neppure un sol giorno! Riprendete in mano i vostri quattro fogli, tracciate con soddisfazione una riga sull’obbiettivo raggiunto e sceglietene uno nuovo, resi più forti e sicuri dal buon risultato appena perseguito. Non fermatevi mai e, soprattutto, non commettete mai la l’errore di dire: non ce la farò! La vostra Anima, la vostra Essenza sa che ce la potete fare, e che se lo vorrete veramente, ce la farete. Scegliete attentamente il vostro obbiettivo. Esso deve essere, tra i tanti, quello che vi sembrerà più facilmente raggiungibile. Constaterete una cosa molto singolare, un obbiettivo che prima di raggiungere il primo risultato vi poteva sembrare impossibile, ora vi sembrerà solamente difficile. Quasi come se il primo successo avesse ridotto di qualche po‘ la difficoltà complessiva dei rimanenti problemi da affrontare. Ripetete lo stesso iter descritto in precedenza e, dopo qualche tempo, vi accorgerete di aver raggiunto anche il secondo obbiettivo senza quasi rendervene conto (ormai siete diventati dei veterani dell’evoluzione!). Sarete così saliti dal terzo al quarto piano del palazzo e, dalla finestra, potrete intravedere le coline Laggiù, dietro i comignoli di quel palazzo lontano.

Non fermatevi troppo a godere il panorama ed a compiacervi con voi stessi per il risultato raggiunto, e mettetevi subito al lavoro con i vostri quattro fogli. Scegliete uno o più nuovi obbiettivi all’interno degli argomenti tracciati e via, nuovamente al lavoro. Noterete anche che più vi evolverete, più sarete presi dalla smania di evolvervi quasi come se la vostra Essenza, ormai inebriata dalla ritrovata dignità, non voglia più perdere un solo istante per ricongiungersi con Dio da cui proviene.

Non fermatevi mai e non fermatevi più. Proseguite così usando il metodo od il criterio che più vi aggrada. Noterete anche che, a mano a mano che la vostra evoluzione proseguirà, si modificherà la quantità e la qualità dei problemi che quotidianamente dovrete affrontare. Essi si affineranno sempre di più. Problemi che sino a ieri vi sembravano di difficile soluzione oggi sono diventati più accessibili, tanto da perdere la connotazione stessa di problema, diventando semplici “cose da fare”. Al contrario, vi vedrete spuntare attorno nuove problematiche di cui, sino a ieri, ignoravate resistenza. Noterete poi che cambierà gradatamente anche la qualità delle vostre amicizie. La compagnia di persone che fino a ieri desideravate con ardore oggi non vi dice più nulla; proverete anzi sempre maggior insofferenza verso la vacuità delle cose che esse dicono e fanno sino a risolvervi, con vostro grande stupore, di fare volentieri a meno della loro presenza. Al contrario, sentirete il bisogno di frequentare persone che, sino a ieri consideravate socialmente inavvicinabili o non interessanti. Tutta la vostra vita quotidiana sarà avvolta e permeate da questi nuovi criteri esistenziali, e vedrete la vostra vita cambiare velocemente in meglio, miracolata dalla vostra stessa evoluzione.

Noterete poi un altro nuovo fenomeno, molto piacevole. A mano a mano che progredirete nella vostra evoluzione personale tenderete a coinvolgere nella stessa fatalmente anche le persone che vi stanno attorno, in famiglia, sul lavoro, nel tempo libero. Se sarete pruderti e rispettosi di costoro; se saprete comprendere che ciascun uomo ha il proprio metro di misura anche per ciò che riguarda la propria evoluzione; se saprete porgere loro il metodo ma mai la soluzione… allora potreste avere la grande gioia di veder crescere con voi anche coloro che più amate, provando una grande soddisfazione nel veder alzare lentamente il capo anche a loro. Essi, a loro volta, diventeranno come voi testimoni di evoluzione nel loro ambiente di lavoro e di vita e l‘energia di Dio si estenderà a macchia d’olio, coinvolgendo progressivamente l’intera umanità.

Tutti saliranno, più o meno velocemente verso Dio, e un giorno questo pianeta ritornerà ad essere ciò che Dio voleva che esso fosse quando creò un essere umano perfetto, in grade di accogliere in sé la prima Essenza Divina: un generatore ed un amplificatore di energia d’Amore nella porzione di universo in cui esso orbita.

Una sola raccomandazione voglio rivolgere a chi si incammini lungo questa onorevole progressione evolutiva. Attenzione alla superbia. Una volta raggiunto uno stadio avanzato, il rischio è quello di sentirsi onnipotenti. Non lasciatevi trarre in inganno da Satana. Più vi avvicinerete a Dio più vi renderete conto di quanto infinitamente lontani da lui voi siate. Ripeto un esempio già fatto altrove in questo libro: quando un bravo allievo, di talento, inizia a suonare, dopo qualche tempo pensa di saper suonare bene; forse anche benissimo. Dopo aver dedicato allo studio della musica e del suo strumento tutta la vita, egli finalmente si accorgerà che nulla sa, relativamente a ciò che potrebbe sapere, giacché l’esperienza acquisita negli anni gli permette ora di “cogliere” chiaramente le vette sublimi della musica che non riuscirà mai a raggiungere. Quanti musicisti onesti sono arrivati, alla fine della propria carriera, a questa conclusione! Di questo parleremo meglio nel capitolo dedicato al rapporto tra Evoluzione e Negatività.

 

 

RAPPORTO

EVOLUZIONE-NEGATIVITA’

Attenzione ai rischi, sempre in agguato, e non crediate che la vostra evoluzione sia indolore. Satana non accetta facilmente che vengano innestati processi evolutivi senza combatterli proporzionalmente alla gravità del “pericolo” che essi possono appresentare per lui. Egli sa che ogni un processo evolutivo non ha teoricamente limite, ed un singolo uomo, anche se dovesse iniziare la propria evoluzione dal livello più infimo e remoto, può crescere sino ad avvicinarsi talmente a Dio da diventarne un terminale diretto. Ciò gli comporterebbe danni incalcolabili. Per questa ragione nulla verrà lasciato intentato per evitare che ciò accada.

Una sola certezza dovrà sorreggervi per tutta quanta la vostra strada: Dio è il più forte, il vincitore eletto di questo epico conflitto, in quanto artefice primario della creazione che Satana cerca di distruggere sin dalle sue origini. I risultati di questo tentativo di distruzione, per quanto talvolta notevoli, sono sempre ridotti in rapporto ai progressi della creazione stessa.

Satana vi attaccherà con ogni mezzo, primo tra tutti il vostro amor proprio, insinuandosi subdolamente in voi per farvi “gongolare” dei risultati raggiunti, per farvi ripetere il peccato originale: quello di pensare di essere meglio di Dio, giacché siete riusciti a salite così in alto. Vi porrà nuovamente la mela. Mordetela, e vi ritroverete d’un colpo precipitati ben più profondamente rispetto al punto dal quale vi eravate faticosamente sollevati. Abbiate fede in Dio, stringete i denti ed andate avanti. Osserverete tutti gli attacchi del male volti a voi sgretolarsi nel nulla. Di questo dovete esserne assolutamente certi, cogliendo, dietro a questa certezza, tutta l’energia propulsiva della fede.

 

 

LIMITI

Non ponetevi mai dei limiti, suggeriti dall’ipocrisia nella quale l’umanità si avviluppa sempre volentieri. Dio non ha limiti né dovrete averne voi, se deciderete di accoglierlo nei vostri cuori. Obiettivi: sì, tanti. Limiti: mai. Lasciate che sia Dio a deciderli per voi: scoprirete che Egli vi aspetta con infinita gioia ed amore, e scalerà la montagna al vostro fianco, aiutandovi e sostenendovi nell‘impresa, se solo Io vorrete.

Durante l’ascensione alle più alte vette dell’evoluzione, cui tutti gli esseri umani sono chiamati, capiterà molte volte di sentirvi ai limiti delle vostre possibilità di riuscita. Proverete in particolare questa sensazione tutte le volte che vi accingerete a superare uno qualsiasi delle vostre limitazioni karmiche. In questi casi occorre essere molto onesti con sé stessi, ma soprattutto non arrendersi facilmente, a maggior ragione quando gli ostacoli vi appariranno davvero insormontabili. Occorre convincersi intimamente che, se si è giunti sino a quel punto, e soprattutto se si è già deciso di proseguire, questo significa che si è chiaramente ricevuto la chiamata di Dio. Non commettete l’errore fatale di rispondere a questa chiamata con un: “Non so se ce la farò “o, peggio, con un “Non ce la farò mai”. Se Dio vi chiama significa che vi ha giudicati in grado di rispondergli positivamente. Nella fattispecie questo significa che l’ostacolo che vi appare così difficile invece è giudicato da Dio alla vostra portata; o pensate forse che Dio possa essersi sbagliato?

Avete mai visitato uno studio cinematografico? Talvolta i problemi sono come gli scenari di questi studi. Visti di fronte, appaiono costruzioni alte, imponenti, solide, inviolabili; visti di dietro… non sono altro che fragili impalcature di cartapesta, assicelle inchiodate che una manata ben assestata spesso è sufficiente ad abbattere. Anche se vi parra che l’obbiettivo che vi siete proposti sia lontano, impossibile, irraggiungibile, non lasciatevi mai scoraggiare. Sul più bello, quando vi parrà che le forze vi manchino, e dopo aver fatto tutto ciò che era nelle vostre possibilità per cavarvi d’impiccio, Dio vi verrà incontro e la situazione si evolverà inaspettatamente. Inutile dire che si evolverà a vostro favore.

L’evoluzione, all’inizio, vi apparirà come un processo al di sopra delle vostre capacità. Progredendo in essa, vi apparirà invece sempre più alla vostra portata sino a considerarla con estrema naturalezza. Quando avrete quasi raggiunto Dio, pur vivendo e combattendo la dura battaglia quotidiana per la sopravvivenza che la vita umana ci riserva, comprenderete realmente il perché di tanto lavoro. Gli anni che passerete dal compimento del vostro processo evolutivo alla vostra morte fisica li dedicherete ad Amare totalmente e profondamente Dio, i vostri fratelli e la natura nella quale siete immersi, in compagnia delle piante e degli animali. Sentirete dentro di voi la forza prorompente di questo sentimento scaturire violenta e fuoriuscire da voi verso Dio, cui essa è diretta e da cui essa proviene. Comprenderete in quel momento a cosa siano servite tante vite passate nella sofferenza, tante battaglie cruente e crudeli combattute, non ultima quella che avete deciso di affrontare nel momento in cui vi siete avviati sulla strada della vostra evoluzione. Capirete il perché, vivendo finalmente un‘esistenza nella Luce, sarete diventati, per tutta la durata degli anni che vi resteranno, amplificatori di Amore Universale. È una sensazione inenarrabile. È l‘estasi.